I nuovi saranno pronti giugno, terranno presente il ruolo del servizio pubblico ma strizzeranno l’occhio all’Auditel. Dice questo e non molto di più il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto nonostante il fuoco di fila di domande di Giovanni Minoli ieri nel faccia a faccia a Dogliani, nell’ambito del Festival della tv e dei nuovi media. Poche le news, tra conferme e cambiamenti che si pure si profilano. Riserbo sui nuovi direttori dei tg, solo pillole sulla Rai che sarà. Che potrà tuttavia continuare a con tare su Bruno Vespa e Porta a Porta «Il direttore di Rai 1 sta organizzando il palinsesto nuovo. Non ci sarà solo Vespa», centellina Campo Dall’Orto. Dunque Vespa ci sarà, del resto non era stata messa in discussione la sua presenza neanche dopo «il vulnus» dell’intervista al figlio di Totò Riina. Nulla su altri nomi: «Il direttore di Rai 1 sta lavorando su format sia di racconto, sia di informazione e intrattenimento e si saprà a fine maggio. Stiamo valutando dei nomi», aggiunge. Sembra certo l’addio a Virus, su Rai 2, ma non al suo conduttore Nicola Porro con il quale «si sta lavorando a un programma nuovo». Non è tra i confermati il conduttore di Ballarò, Massimo Giannini. Nulla di esplicito sul suo conto, «non sono contro i talk show, ma devono solo trovare la loro forma – si limita a dire. Su Ballarò stiamo decidendo, abbiamo in mente dei nomi». Non saranno tuttavia quelli di Andrea Vianello o di Alessandro Cattelan. «Ballarò è un programma serio e già questo mi taglia fuori», scherza quest’ultimo che poco dopo sempre al festival di Dogliani viene intervistato da Alessandra Comazzi. «Io bravo? Il merito non è mio ma di Sky – aggiunge – che mi ha dato fiducia e mi fa fare sempre quello che avrei voluto fare». Tornando alla Rai di Campo Dall’Or to: la campagna acquisti è in corso, le carte non si calano ma torna e ritorna il nome di Paolo Bonolis. «È un fuoriclasse della tv, certo che lo vorrei», risponde il direttore generale Rai a Giovanni Minoli. Valo lo stesso per Maurizio Crozza, «l’ho scoperto io, l’ho portato a La 7 dopo averlo visto a teatro a Reggio Emilia, certo che lo vorrei. Sono tutti nomi che stanno nell’Olimpo di quelli bravi». Il manager resta abbottonato ma sul canone non ha dubbi: «Penso che il canone che si abbassa e che mira al recupero dell’evasione fiscale è una cosa giusta e condivisibile. 100 euro all’anno sono poco più di 8 euro al mese, meno di un caffè al giorno. È alla portata di tutti. La Rai questi soldi li vale. È il più basso a livello europeo – ha continuato – E il servizio pubblico ha bisogno di risorse certe». Insediata dai nuovi media «la tv ha vissuto un momento estremamente difficile, era vista come elemento di distorsione prima dell’arrivo di Internet. Per un lungo periodo è stata considerata una maestra cattiva, oggi ha la possibilità di riscattarsi – chiosa Antonio Campo Dall’Orto – È un elemento di unione». Ed è molto importante ridefinire la sua missione: «Il rinnovo della concessione deve essere l’occasione per farlo». ha aggiunto. «È importante che il governo abbia avviato la discussione per il rinnovo del contratto di servizio perché da questo dipende il futuro del servizio pubblico radiotelevisivo per i prossimi cinque-dieci anni».

Fonte: l’Unità