Si è svolta ieri, 24 gennaio 2017, presso la Triennale di Milano la presentazione dello studio ‘Italia Creativa’ realizzato da Ernst&Young e incentrato sul mercato italiano del 2015.

Secondo i dati della ricerca, il settore della cultura e della creatività occupa un milione e mezzo di persone, di cui 883 mila dirette. Il valore economico potenziale è di 72 miliardi di euro, e l’occupazione potrebbe raggiungere la quota di 1,6 milione, qualora si riuscissero a sfruttare tutte le opportunità di crescita.

Il valore del comparto dell’audiovisivo è pertanto stimato sui 14 miliardi di dollari, con 180 mila impiegati.

Riportiamo di seguito l’intervento del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, presente all’evento. (Fonte: e-duesse)

“Vorrei sottolineare i tanti passi avanti compiuti in questo settore e lo dimostrano i numeri presentati sull’industria culturale. Sono aumentate le risorse e sono entrate in vigore nuove leggi. Abbiamo approvato la nuova legge cinema e il bando di 114 milioni destinato alle regioni del Mezzogiorno per le industrie creative. Hanno funzionato bene anche iniziative come la prima domenica del mese gratuita nei musei statali e il secondo mercoledì del mese a 2 euro per i cinema. Operazioni fondamentali per ampliare il pubblico, che deve essere la nostra preoccupazione principale, i cui frutti si vedranno solo sul lungo termine. Allo stesso tempo dobbiamo contrastare la pirateria e lavorare per la tutela del diritto di autore. In questo senso è fondamentale l’educazione dei ragazzi. Senza dimenticare, però, che l’avvento del digitale è un’enorme opportunità per coniugare lo sviluppo digital con la creatività italiana. Attualmente stiamo lavorando su una campagna promozionale del Ministero anche attraverso le pubblicità istituzionali per la tutela del diritto di autore e sulla lotta alla pirateria. Mentre con il Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli stiamo ragionando sulla pianificazione di un campagna nelle scuole su questi temi. E oggi che l’Europa non potrà contare sul Regno Unito, l’Italia deve iniziare a giocare in attacco unendo le forze con altri Paesi per ragionare come un mercato integrato.”

E’ possibile consultare qui lo studio ‘Italia Creativa’.