PREMIATI AL ROMAFICTIONFEST I VINCITORI DEL PREMIO CARLO BIXIO PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA 

 Roma, 9 ottobre 2012 – Dei cinque copioni finalisti (scelti tra 50 copioni ammessi in competizione su 75 pervenuti) la giuria del Premio Carlo Bixio – composta da Eleonora Andreatta, Ivan Cotroneo, Francesca Galiani, Riccardo Milani, Sandro Petraglia, Francesco Vicario e presieduta da Gabriella Campennì Bixio – ha deciso di premiare “Vlad e lo scudo elfico (My first life)” di Davide Aicardi e Marco Renzi come migliore sceneggiatura inedita.

Motivazione Giuria Premio Bixio – VINCITORE “Vlad e lo scudo elfico (My first life)” di di Davide Aicardi e Marco Renzi

Un gruppo di adolescenti tra i 15 e i 19 anni, ciascuno con le proprie difficoltà e i propri problemi di relazione. Un gioco virtuale online che rappresenta per ognuno di loro la possibilità di vivere una seconda vita. In un incastro di rimandi fra realtà e finzione, Vlad e lo scudo elfico (My first life) costruisce un ritratto convincente dei giovani d’oggi, con un impianto originale, sostenuto da dialoghi credibili e personaggi reali e sinceri.

Motivazioni Giuria Premio Bixio – FINALISTI

“Un anno passa in fretta” di Alida Musumeci

Racconto di un gruppo famigliare composto da un padre e da quattro figli che vanno dai quattordici ai trent’anni, Un anno passa in fretta narra non solo le vicende di una famiglia, ma racconta un’assenza, un mistero, e le quotidiane difficoltà degli affetti, segnalandosi per la robustezza dell’impianto e per la finezza nello sviluppo psicologico dei personaggi.

“Aspettare prima di andare a dormire” di Giancarlo Germino e Valentina Macaluso

Storia tragicomica dell’elaborazione di un lutto, con una protagonista stravagante e imprevedibile, Aspettare prima di andare a dormire racconta una vicenda ordinaria attraverso la lente della straordinarietà, e dà il meglio di sé nella vivacità dei caratteri, spesso sorprendenti, e nell’estro dei dialoghi.

“Botte botte, stelle stelle” di Dario Dellino e Valentina Silvestri

La terra d’Abruzzo, la natura incontaminata, le lotte continue fra chi vorrebbe cedere alla modernità e chi invece rimane legato alla tradizione. Un copione che si radica nella tradizione italiana, innestandola con numerosi momenti di attualità. Il fascino della terra, e le difficoltà di una vita di fatica sono lo scheletro su cui si sviluppa una toccante dinamica padre-figlio, che dà al racconto forza e novità.

 “Il velo di Maya” di Monica Elia, Davide Orsini e Vincenzo Sangiorgio

Una serie inconsueta che coniuga il thriller, il paranormale e una forte dose di ironia. Attraverso le vicende della protagonista, specializzanda in Medicina Legale, dotata dello straordinario potere di dialogare con i morti e magari anche di litigare con loro, seguiamo non solo lo sviluppo di una indagine e la sua risoluzione, ma anche le successive scoperte sulla vita di una ragazza molto speciale.&n