Le web series, ovvero le serie audiovisive concepite e realizzate per essere viste in rete, hanno nel loro dna le caratteristiche di innovatività e sperimentazione che ne hanno decretato il successo, soprattutto tra i giovani; presentano tematiche e generi narrativi trascurati dalla serialità televisiva tradizionale, costano relativamente poco, sono brevi e flessibili nella fruizione, permettono l’interazione con gli utenti.
Negli Stati Uniti si tratta di un mercato già abbastanza strutturato: un migliaio di nuovi titoli l’anno, la presenza ormai stabile delle majors accanto alle produzioni indipendenti e a basso budget, festival specifici come il LAWeb Festival di Los Angeles. In Italia, attorno alle web series c’è molto fermento già da qualche anno, con prodotti indipendenti realizzati da piccole realtà giovani e creative, ma è stato solo con Lost in Google (2011) e, soprattutto, con la serie evento Freaks! (2011), che si può parlare di un cambio di passo.
Lo straordinario successo di Freaks! (7 milioni di visualizzazioni e 2 milioni di utenti unici) ha traghettato la serie da YouTube a Deejay tv. E, se all’inizio era realizzata da un gruppo amatoriale, con la seconda stagione è stata affidata all’agenzia creativa Show Reel.
La prima vera società di produzione italiana a impegnarsi nelle web series è stata Magnolia Fiction (associata Apt) con Kubrick, una storia porno (2012). La serie, ideata e diretta dal direttore editoriale di Magnolia Fiction Ludovico Bassegato, è stata pensata inizialmente come un pilota destinato alla televisione ma poi, accompagnata da una robusta campagna di comunicazione, è sbarcata sul web divisa in tre parti, ottenendo oltre un milione di visualizzazioni uniche su YouTube.
C’è poi Publispei (altra associata Apt), che si è cimentata con il web attraverso Lib, una branded series commissionata da PosteMobile e concepita esclusivamente per il web. Lib è visibile dallo scorso febbraio sulla pagina Facebook di PosteMobile e su YouTube ed è interpretata, tra gli altri, dalle giovani star dei Cesaroni Micol Olivieri e Niccolò Centioni.
Ad aprile, infine, dovrebbe partire Una mamma imperfetta, il progetto crossmediale di Indigo Film frutto di un accordo con Rcs e Rai Fiction. La serie, scritta e diretta da Ivan Cotroneo, sarà visibile prima sul sito del Corriere della Sera e poi, in autunno, su Rai Due. Una mamma imperfetta non sarà un episodio isolato per la Rai: la direttrice della fiction Eleonora Andreatta, infatti, ha annunciato tra le novità del 2014 anche una linea di produzione destinata al web.
Ma al web guarda anche la distribuzione, come dimostra Moviemax, che punta a investire sulla rete e, intanto, ha lanciato il concorso “Senza parole”, riservato agli studenti dell’Università Iulm di Milano.
Nei prossimi anni il mercato delle web series è destinato a crescere, di pari passo con lo spostamento degli investimenti pubblicitari dai media tradizionali al web e con l’aumento sempre più consistente dell’audience sulla rete. E sempre più consistente sarà la presenza di produttori, distributori e broadcaster mainstream accanto a quella pionieristica dei creativi indipendenti.