Pubblichiamo il testo dell’intervista che Chiara Sbarigia, segretario generale APT, ha rilasciato ad Adnkronos:

TV: PRODUTTORI FICTION CHIEDONO A RAI CONTRATTI PIU’ TRASPARENTI, DUE TAVOLI APERTI

SBARIGIA (APT), SIAMO AL LAVORO SU QUESTIONI GIURIDICHE E PRASSI

Roma, 3 mag. – (Adnkronos) – I produttori televisivi italiani, a quanto apprende l’Adnkronos, hanno aperto due tavoli di confronto con la Rai per arrivare a una maggior efficacia e trasparenza dei contratti per la fiction. L’Apt (Associazione dei produttori televisivi) sta lavorando con viale Mazzini su un doppio fronte: quello degli schemi contrattuali e quello delle prassi contrattuali, cercando fra l’altro di definire ‘forchette’ di tipologia e costo di prodotto, che non lascino spazio a ripartizioni discrezionali delle risorse. Gli interlocutori dell’Apt sono, rispettivamente, l’Ufficio legale della Rai e la Direzione Fiction. La materia e’ rilevante, basti pensare che nel 2012 le fiction Rai hanno rappresentato un investimento di 181 milioni di euro.

“E’ un lavoro in corso – spiega Chiara Sbarigia, Segretario Generale dell’Apt, che sta seguendo personalmente la vicenda- il primo tavolo e’ incentrato sugli schemi contrattuali sotto il profilo giuridico e tecnico, l’obiettivo è di mettere i produttori in condizione di fare il loro lavoro, sganciandosi dalla condizione di meri appaltatori per arrivare ad una concezione più moderna, più europea del loro ruolo. Fra i temi e’ centrale quello dei diritti, della valorizzazione dei diritti, non si può chiedere ai produttori di investire senza un adeguato ritorno”.

“Il tavolo con l’Ufficio legale sui contratti tra una settimana circa dovrebbe portare alla formulazione di una proposta formale da parte nostra, che potrebbe anche aiutare la Rai a liberarsi da tutte le concrezioni burocratiche che negli anni si sono accumulate in materia. Bisogna tenere presente – sottolinea Sbarigia – che difficilmente siamo di fronte ad appalti nel senso tradizionale del termine: l’idea di partenza viene praticamente sempre dal produttore, trattamento e sceneggiatura sono suoi, come tutta l’attività di ricerca e scrittura”.

“Poi c’e’ il tavolo con la Direzione Fiction, che vorrebbe anche servire a rendere i produttori un po’ più virtuosi e più certi sui passaggi da fare. Abbiamo già proposto delle forchette di tipologia di prodotto, per costi, esattamente come alla Bbc – prosegue Sbarigia – una prima fascia di prodotto ‘industriale’, come la lunghissima serialità dove si possono meglio razionalizzare i costi; una seconda fascia, con valori più alti, per le fiction con cast più importanti, costi di riprese maggiori; e ancora le cosiddette ‘miniserie evento’, con costi ancora più alti. Con questa semplice struttura ogni prodotto si deve collocare fra un minimo e un massimo di costo, ravvicinati; il produttore può ‘mirare’ correttamente il prodotto in base ai costi; si evitano sperequazioni come il pagare diversamente prodotti analoghi; si evitano valutazioni troppo soggettive”. “Inoltre miriamo ad una semplificazione burocratica che riduca il numero di firme necessarie ad avviare una produzione, ed a individuare strumenti di garanzia meno onerosi della fidejussione”, aggiunge Sbarigia, sottolineando quindi la necessità di riformulare le ‘regole’ per le fiction anche alla luce delle “minori risorse disponibili da parte della Rai, alle prese con l’andamento della raccolta pubblicitaria e l’evasione del canone. Non può essere la sola emittente ad avere l’intero onere della produzione, servono risorse fresche, da reperire altrimenti. Puglia e Lazio hanno fondi per chi gira sul territorio, anche prodotti televisivi, se avessimo il tax credit avremmo risorse fresche, poi il nodo delle licenze che se avessero un tempo limitato per l’emittente potrebbero essere valorizzate dai produttori”.

Il nodo dal quale e’ partito il confronto fra Apt e Rai sul fronte della formulazione dei contratti dal punto di vista legale e’ quello degli appalti, ovvero della normativa da applicare in materia da parte della Rai: “Dopo le sentenze che indicavano per la Rai la necessità di comportarsi come ente pubblico ci siamo rivolti all’Autorità per gli appalti pubblici ed abbiamo avuto un loro parere interpretativo secondo il quale, come succede ovunque, le opere di creazione e dell’ingegno non sono – esemplifica Sbarigia – come i tondini metallici: la Rai sosteneva che quando un produttore presentava un’idea loro potevano accettarla, pagarla e poi affidare la realizzazione attraverso un appalto, quindi a chiunque altro. Il parere dell’Autorità ci ha confortato sul fatto che chi ha l’idea ha anche diritto a realizzarla”.

03 maggio 2013