BILANCIO DAL MIPCOM 2012 – Si è conclusa il MIPCOM 2012, l’edizione autunnale di MIP, che insieme all’edizione di primavera, MIPTV, rappresenta la principale fiera mondiale sui contenuti per la televisione.   Anche quest’anno L’ICE (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) ha organizzato in collaborazione con APT (Associazione Produttori Televisivi) la partecipazione di 30 aziende italiane che hanno avuto a disposizione una superficie attrezzata di 85 mq, con stand e aree dedicate agli incontri commerciali, all’interno del prestigioso Padiglione Riviera.

“Questo è stato uno dei migliori Mipcom degli ultimi anni” ha dichiarato soddisfatta Laurine Garaude, direttrice della Divisione televisiva del Reed Midem, in chiusura del mercato dell’entertainment di Cannes. Lo dimostrano i numeri: 12.900 delegati, di cui 4400 buyers, e 104 Paesi ospiti. In crescita la presenza diAmerica Latina (+ 36%), Cina (+ 30%), Corea del Sud (+12%), Canada e Stati Uniti (+11%), con un new entry particolare al Mipcom, la DreamWorks rappresentata dalla DreamWorks Animation and Classics. Per la Garaude “soprattutto oggi con la crisi che fa sentire sempre di più la sua pressione è essenziale varcare i confini dei propri mercati nazionali e cercare occasioni di networking internazionale”.

Emblematico a questo proposito è il caso del Cile, per la prima volta al Mipcom con MichTv, (Television Made in Chile), l’agenzia di marketing internazionale del prodotto televisivo cileno, appena lanciata. “La NBC – ha annunciato  Constanza Arena, direttrice di Mich Tv – ha acquistato i diritti per il remake della prima serie di fantascienza cilena “Gen Mishima”, diretta da Rodrigo Suzarte e Alvaro Solar, e prodotta dalla Parox di  Sergio Gandara. Un primato di cui siamo soddisfatti, è un segno che il grande sforzo che abbiamo fatto per essere presenti a Cannes ha dato i suoi frutti.”

Tra i 23.000 metri quadrati di sale e stand la misura di questo “iper-mercato” dell’entertainement, ospite d’onore è stato il Canada: protagonista anche per la ricchezza di strutture e fondi, dedicati al settore. “Siamo una società statale e gestiamo un progamma volto a finanziare la produzione di serie tv e lungometraggi – ha spiegato Carolle Brabant di Telefilm Canada -. Lavoriamo quindi in collaborazione con il governo canadese, ma allo stesso tempo gestiamo i programmi del Canada Media Fund. E sì, devo dire che i fondi destinati al sostegno e alla produzione di trasmissioni televisive, contenuti interattivi e film non mancano”. Multimedialità la parola chiave che ormai orienta gli investimenti di Ottawa. La conferma, nella pionieristica esperienza del Canada Media Fund: organizzazione incaricata ogni anno di distribuire fondi pari all’equivalente di quasi trecento milioni di euro.

“Quando un produttore si rivolge a noi, la prima cosa che richiediamo è la realizzazione di un prodotto ‘multipiattaforma’ –  ha racconta Valerie Creighton, presidente di Canada Media Fund-. Siamo i primi al mondo a cui il governo federale abbia dato un simile imperativo ed è per questo che siamo ora una referenza su scala mondiale. È nato come un esperimento, ma già ora stiamo assistendo a interessanti esperienze multimediali, che ci permettono di veicolare un prodotto ben al di là del pubblico tipicamente televisivo”.

Laurine Garaude ha sottolineato anche l’incremento dei buyers digitali, ovvero dei buyers che comprano per il video on demand, che hanno superato i 500. La maggior parte dei digital buyers è inoltre sempre più attiva nello sviluppo e nella produzione di contenuto: così Robert Kyncl, Vice Presidente e Global Head of Content di Google/Youtube ha annunciato al Mipcom il lancio di 60 nuovi canali in Gran Bretagna, Francia e Germania, con contenuto originale proveniente da giganti della tv quali Freemantle Media, BBC Worldwide, Endemol e All3Media.

 L’iniziativa di finanziamento per canali originali avviata nel 2011 non riguarda per ora l’Italia ma Google ha recentemente dichiarato che l’Italia è un mercato molto interessante su cui ci saranno presto delle novità. “Il business del video advertising è in grande crescita tant’è che negli Stati Uniti YouTube realizza più revenue l’ora di tutti i canali televisivi via cavo. Con la nuova offerta europea ci saranno canali per tutti i gusti: cucina locale, salute e benessere, sport, musica, comedy e animazione”.

Per questi nuovi canali verticali YouTube prevede anche la creazione di brand suoi: “Rispetto agli investimenti pubblicitari televisivi che negli Usa l’anno scorso hanno avuto un giro d’affari di 60 miliardi di dollari, i 2 miliardi di dollari che vanno per ora all’online video advertising sono ancora poca cosa”, aggiunge il manager di YouTube, “ma il trend sta cambiando rapidamente e le modalità di fruizione tradizionale stanno perdendo terreno”.

Importante anche la presenza di Jason Kilar, amministratore delegato di Hulu (il servizio di televisione online nato dall’intesa tra due network televisivi statunitensi, Fox e NBC) che ha dichiarato che la società ha investito 500 milioni di dollari quest’anno in contenuto, distribuendo per la prima volta programmi dell’emittente Nickelodeon e portando in America  la popolare serie di BBC  “Misfits”. Hulu ha annunciato inoltre che coprodurrà “The Wrong Mans” in partnership con BBC Worldwide Americas.

La Tavola Rotonda sulle possibilità offerte dalla rivoluzione digitale alla distribuzione e al finanziamento dei film europei sul mercato Ue, ha visto la partecipazione del Commissario Ue per la Digital Agenda, Neelie Kroes, e di quello della Cultura, Androulla Vassiliou.

I due Commissari Ue hanno riconosciuto che nuovi metodi di distribuzione e nuovi modelli d’azienda possono fornire ulteriori fonti di finanziamento per i film, che non portano necessariamente pregiudizio alla distribuzione cinematografica né all’audience dei servizi televisivi. Kroes e Vassiliou hanno precisato che la relazione tra l’uscita in sala e altre forme di distribuzione non deve essere considerata come un gioco a somma zero e che non c’è forzatamente una concorrenza diretta tra cinema e DVD e/o video on-demand. L’era digitale – ha concluso la Kroes – non rappresenta una minaccia per l’industria cinematografica, né per il cinema, né per i broadcaster: “Non è una cosa da ignorare, ma non è nemmeno qualcosa da combattere o da ostacolare. È invece un’opportunità: qualcosa da accogliere con favore, sostenere e abbracciare”.

Report- European Audiovisual Observatory – Lo sviluppo dei canali Hd in Europa

È lo sport il principale driver nella diffusione dell’alta definizione in Europa. Lo riporta l’ultima indagine dell’European Audiovisual Observatory presentata al Mipcom di Cannes, secondo cui i canali sportivi guidano la crescita seguiti da quelli dedicati a film, dai generalisti e dai factual. Lo sviluppo delle trasmissione televisive in alta definizione ha avuto un’impennata negli ultimi tre anni e un’improvvisa accelerazione nei primi mesi del 2012. Dai 274 del 2009, i canali hd europei nel 2011 sono diventati 612 mentre a fine settembre scorso erano 941. Il Regno Unito con 229 canali e la Germania con 108 sono i paesi da cui vengono generati i principali canali in alta definizion