Audizione pubblica del Ministro Dario Franceschini su Copia Privata 23 aprile 2014, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

Il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini, in apertura dell’audizione convocata per l’aggiornamento delle tariffe sulla Copia Privata, ricordando come sia rimasta in sospeso l’applicazione di una norma di legge dal 2012, dispiaciuto della distanza delle posizioni, esprime l’augurio di uscire dalla riunione con una posizione il più possibile condivisa. È necessario che per il diritto d’autore – entro il quale si iscrive il tema della copia privata – si tenga conto dei cambiamenti tecnologici avvenuti e in corso. Cerchiamo di prendere una posizione che avvicini le parti e che non provochi una bufera esterna. Per quanto riguarda il ricarico sui consumatori, il Ministro rileva come le esperienze europee dimostrino l’insussistenza di tale legame.

Rossana Rummo (Direttore Generale per le Biblioteche, gli Istituti Culturali e il Diritto d’Autore) rammenta che lo scorso gennaio è stato reso noto il risultato dello studio commissionato dal Ministero, e ricorda il lungo percorso intrapreso, tra audizioni e incontri bilaterali. Come il Ministro, Rummo auspica una rapida conclusione dei lunghi lavori, che sia il più possibile armonica e al netto di posizioni varie e talvolta divergenti, ricordando che sul tavolo di discussione ci sono tutti gli elementi necessari per poter prendere una decisione.

Si sono poi susseguiti gli interventi di Daniele Luchetti, in rappresentanza dei 100autori e di Alessandro Trigona Occhipinti (Consigliere Anac). Gino Paoli, Presidente SIAE, ha preso parola per dichiarare l’inutilità di una riunione che sembra reiterare posizioni già espresse e che al Ministro, e alle parti, sono più che note; suggerisce dunque, se si vuole trovare un accordo, di essere disposti a rinunciare ciascuno a qualcosa, al fine di approdare a un accordo risolutivo. Il Ministro Franceschini ha replicato di ritenere, invece, la riunione utile, non solo per il tentativo di armonizzare le richieste ed evitare polemiche e ricorsi, ma anche per la presenza delle Associazioni dei consumatori che si ritengono parte in causa, oltre alle due parti del futuro provvedimento.

Intervengono poi Andrea Purgatori, che rappresenta in SIAE gli autori audiovisivi, Riccardo Tozzi, (Presidente ANICA) che chiede di evitare strumentalizzazioni e campagne insensate, dato che l’aumento previsto è irrisorio rispetto ad altri Paesi con capacità produttiva equivalente, come Francia e Germania.

Prendono poi la parola i rappresentanti dei consumatori: Altroconsumo ringrazia per la pubblicazione dei dati da parte del Ministero, dichiarandoli di grande interesse e riservandosi di approfondirli quanto prima. Leggendo il dato sulla duplicazione (che si assesta attorno al 13%), nota quanto questa percentuale sia bassa, a dimostrazione, a suo parere, del fatto che la copia privata è uno strumento tecnicamente obsoleto. Ribadisce che gli autori devono essere adeguatamente remunerati e sostenuti ma che la norma assomiglia di più ad una tassa. Confcommercio rileva che è stato fatto un calcolo forfetario che si basa su una presunzione di abitudine e suggerisce di avviare una nuova ricerca impostata diversamente, determinando abitudini più realistiche. Federconsumo sottolinea il timore che l’aumento possa ricadere sui consumatori.

L’Avvocato Paolo Agoglia, della SIAE, sottolinea che la ricerca è stata effettuata solo sugli utenti di internet, denunciandone in questo senso un’inadeguatezza, che si aggiunge a una generica indeterminatezza nelle domande. Afferma di avere, invece, veri dati, non sensazioni, molto più radicali, raccolti da GPF.

Intervengono poi Elio Catania, (Presidente di Confindustria Digitale) e Davide Rossi (Direttore generale AIRES), il quale spiega che l’aumento avrà di sicuro delle ricadute sulla distribuzione; ringrazia inoltre per la grande trasparenza sul lavoro svolto da Rummo e dall’avvocato Paolo Marzano (Presidente del Comitato Consultivo Permanente per il Diritto d’Autore). Intervengono poi anche Enzo Mazza (Presidente FIMI) e l’avvocato Mauro Orlandi che, per APT, ha ricordato che il legislatore riconosce a ciascuno la facoltà di estrarre copia delle opere audiovisive per uso personale e senza fine di lucro. Tale universale facoltà determina un sacrificio del titolare del diritto d’autore, poiché impedisce a quest’ultimo di esercitare il proprio originario ius excludendi. L’equo compenso – stabilito dal Decreto ministeriale – assolve alla funzione di indennizzare il pregiudizio, conseguente al venir meno del diritto di esclusiva. L’incessante evoluzione dei dispositivi idonei alla registrazione privata di opere dell’ingegno, sempre più potenti e diffusi, ha reso iniqui e inadeguati i vecchi compensi, previsti dal decreto ministeriale del 2009. L’adeguamento è ormai indifferibile precisando che non occorre che i dispositivi siano concretamente adoperati per la riproduzione delle opere dell’ingegno, essendo sufficiente la loro “possibile utilizzazione”; l’applicazione del prelievo dipende dall”intrinseca capacità riproduttiva dei dispositivi poiché è tale capacità a vulnerare l’originario diritto di esclusiva dell’autore. La mera capacità di registrazione è fonte di pregiudizio per i titolari del diritto di autore sulle opere protette; pregiudizio che, alla luce della disciplina nazionale e comunitaria, esige di essere ristorato.

Intervengono poi Maurizio Sciarra, portavoce dei 100Autori e l’avvocato Domenico Luca Scordino, per la SIAE, il quale ha ricordato che in Italia sono venduti 48 milioni di smartphone (penetrazione del 168% e +44 milioni di incremento di fatturato): siamo il terzo Paese al mondo, dietro alla Russia. L’avvocato Scordino riprende l’intervento del rappresentante di Apt, ritenendo importante fare riferimento alla capacità di copiare, non alle presunte attitudini dei consumatori.

Hanno preso la parola un rappresentante di Slc Cgil e Rodolfo De Laurentiis (Presidente Confindustria Radio Televisioni), il quale ha assicurato che la sua Associazione ritiene fondamentale il tema della tutela del diritto d’autore. Comprende che la remunerazione della copia privata sia uno strumento di sostegno e di rilancio dell’industria italiana e che quindi serve attenzione alla materia. Il Ministro ha un obbligo normativo, è quindi necessario trovare basi solide e inconfutabili all’adeguamento ai livelli europei nel più breve tempo possibile.

Ha parlato anche Gianmarco Tognazzi, Nuovo IMAIE, che rappresenta 9000 artisti in Italia, d’accordo con Cinzia Mascoli, (Presidente dell’Associazione Artisti 7607) che ritiene grave il ritardo e ribadisce la necessità di fare presto. Dello stesso tenore l’intervento di Dodi Battaglia. Intervengono poi il Presidente di Univideo Roberto Guerrazzi, quello di AFI, Leopoldo Lombardi e Caterina Caselli (discografico).

Il Ministro Franceschini conclude ringraziando per gli utili interventi, ma, preso atto della distanza ancora esistente tra le differenti posizioni, sente di dover rivendicare a sé l’onere della decisione, sottolineando che diffondere la notizia di una tassa che aumenterà il prezzo dei telefonini è un atteggiamento antieconomico e nocivo alle vendite stesse. Il Ministro ritiene necessario ascoltare nuovamente la Consulta Permanente per il Diritto D’Autore, dopo di che procederà, secondo quanto previsto dalla norma, alla determinazione delle nuove tariffe, respingendo le considerazioni di coloro che si sono dichiarati contrari agli aumenti; il prelievo verrà esteso a smartphone e tablet, con l’esclusione, per ora, delle smart tv.

Consulta il testo della ricerca “Internet e la fruizione delle opere dell’ingegno