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La realtà acchiappa

Quando si parla di televisione si dibatte e ci si accapiglia sui generi forti: l’informazione, l’intrattenimento, la fiction, gli avvenimenti live. C’è però un altro genere che si sta affermando con vigore ed è quello che, in senso lato, si può definire il racconto del reale, una formula che si coniuga in moltissime declinazioni. Se fino a qualche anno fa questa tipologia narrativa era marginalizzata nelle reti specializzate internazionali, tipo History o National Geographic, oggi vi si stanno avvicinando con convinzione in chiave moderna editori ‘giovani’ come Discovery e storici come la Rai. Mentre Sky, non smentendo il suo...

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VelaFilm, lavori in corso

Se andrà in porto e riuscirà a battere il primo ciak, `Un bel luogo per morire’ – copyright di Tommaso Dazzi e Maurizio Tini di VelaFilm – sarà la prima serie che porta il sigillo del direttore di Fiction Mediaset, Daniele Cesarano. Mediaset ha bisogno di cambiare completamente registro alla sua fiction, i vecchi cavalli di battaglia si sono usurati e questo progetto va verso il cambiamento. Progetto che è praticamente pronto, ma manca il protagonista maschile che non è facile da individuare perché si cerca un attore di richiamo. La protagonista femminile dovrebbe essere Ambra Angiolini, che sarebbe alla sua prima volta nella fiction. Scritto da Leonardo Valenti e Jean Ludwigg, `Un bel luogo per morire’ vuole essere il ‘Broadchurch’ italiano e, come la bella serie di Itv con David Tennant e Olivia Colman baciata dal successo internazionale, a muovere i fili sono due poliziotti che in otto episodi da 50 minuti indagano su un delitto che sconvolge e scoperchia nei suoi segreti più reconditi una piccola comunità. Per la regia è in predicato Pier Belloni, che ha girato tante serie della Taodue, dai ‘Ris’ a ‘Squadra antimafia’, e se tutte le tessere alla fine comporranno il mosaico si girerà in Friuli tra Duino e Muggia in un braccio di territorio visivamente molto potente e caratterizzante.  Fonte: Prima...

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Roma, arriva un’agenzia per le produzioni?

In un incontro ieri alla Casa del Cinema con produttori, distributori, esercenti e operatori dell’industria cinematografica e audiovisiva, la sindaca Virginia Raggi – accompagnata dall’assessore alla cultura e suo vice Luca Bergamo – ha annunciato che il Campidoglio aprirà un’agenzia per la promozione delle produzioni cinematografiche realizzate a Roma. Ne dà conto, oggi, Il fatto quotidiano. Nelle intenzioni di Virginia Raggi, l’agenzia dovrebbe raccogliere competenze e attività della Fondazione Cinema per Roma, della Casa del Cinema e della Roma Lazio Film Commission. Il comune sta pensando anche a come snellire tutte quelle pratiche burocratiche richieste per avviare set in città....

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Il nome della rosa, produzione monstre da bestseller di Eco

“Finalmente anche l’Italia si apre al mercato internazionale producendo serie di ampio respiro come ‘Il nome della rosa’”. A sottolinearlo in una conversazione con l’ANSA è Matteo Levi, produttore originario della serie tv (è lui ad aver acquistato, non senza difficoltà, i diritti del bestseller omonimo di Umberto Eco), a Perugia dove ha ricevuto il Grifone d’oro alla quarta edizione del Love Film Festival. Alla sua produzione (11 marzo film) si è poi unita la Palomar, mentre i diritti di antenna sono stati ceduti alla Rai e la distribuzione internazionale a Tele Munchen. L’orgoglio di Levi è giustificato, basta guardare a numeri e cast: 21 settimane di girato (siamo alla 17/a); otto puntate di 50 minuti che andranno su Rai1 nell’inverno 2019 e un budget monstre pari a 26 milioni di euro. ‘Il nome della rosa’, serie tv diretta da Giacomo Battiato, è ovviamente girata in inglese, potendo sfruttare il volano del successo internazionale del romanzo gotico di Eco e ha un cast composto da John Turturro e Rupert Everett, scelti rispettivamente per i ruoli chiave di Guglielmo da Baskerville, monaco francescano del XIV secolo che indaga su una serie di macabri omicidi, e del suo antagonista, l’Inquisitore Bernard Gui. A questi si aggiungono gli attori Sebastian Koch, (Le Vite degli Altri), James Cosmo e Richard Sammel (Bastardi Senza Gloria) e l’attore tedesco Damien Hardung nei panni di Adso,...

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Arrivano i prof, come ridere della ‘buona scuola’

E’ uscito nelle sale il primo maggio ‘Arrivano i Prof’, ovvero come ridere della ‘Buona scuola’ italiana e non solo, visto che la commedia di Ivan Silvestrini con Claudio Bisio, Maurizio Nichetti, Lino Guanciale e il rapper Rocco Hunt (‘ai peggior studenti i peggiori professori’ l’efficace headline) è il remake del francese ‘Les Prof’, successo da 30 milioni di euro ispirato a un fumetto e mai visto nelle nostre sale. Trecento copie distribuite da 01 a poco più di dieci anni da ‘Notte prima degli esami (tra i produttori con Rai Cinema anche Aurora Film e 11 marzo film) si torna quindi a ridere sulla maturità ma nello scenario attuale della scuola-azienda: nel film, colorato e veloce quasi in stile comics, per salvare il liceo Manzoni dalla chiusura, dopo l’ultima disastrosa performance, occorre portare la media dei diplomati almeno al 50%, così il preside (Andrea Pennacchi) accoglie la proposta del provveditore (Francesco Procopio) e decide di fare un ultimo tentativo chiamando i peggiori insegnanti in circolazioni individuati con l’algoritmo ministeriale. Ma ai magnifici improbabili sette (la prof d’italiano è la sexy Shalana Santana, quella d’inglese la scatenata Maria Di Biase, Pietro Ragusa è il filosofo, Alessio Sakara lo sportivo estremo scelto per l’educazione fisica) non manca certo la vocazione e la scuola pubblica avrà il suo riscatto. Presentato in anteprima agli Incontri del cinema di Sorrento, il film ha...

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