Focus

Più audiovisivo, più innovazione, più cultura

Pubblichiamo il testo dell’appello che l’APT sottoscrive, assieme alle principali Associazioni di settore, al fine di sollecitare il Governo, il Parlamento e le forze politiche ad attuare strategie che sostengano la promozione della cultura, dei media e degli audiovisivi: PIÙ AUDIOVISIVO, PIÙ INNOVAZIONE, PIÙ CULTURA Noi faremo la nostra parte Sono oggi inevitabili alcune riflessioni sul tema dell’audiovisivo nel nostro Paese. Per anni abbiamo studiato gli impatti economici dell’audiovisivo sui territori e possiamo affermare con scientifica certezza che, per ogni euro pubblico, le produzioni audiovisive ne generano sino a 6. La stessa Unione Europea, con il Libro verde sulle industrie culturali e creative, afferma che i quasi sette milioni di addetti e la crescita del settore in tutto il continente, sono utili come fattore competitivo degli Stati membri e annuncia il varo di un ambizioso programma di sostegno denominato “Europa creativa”, dimostrando di credere al settore come leva di coesione e sviluppo. Mentre la media UE è del 2,2% del PIL, l’investimento pubblico in cultura in Italia scende all’1,1%. Chiediamo perciò al nuovo Governo, al Parlamento, a tutte le forze politiche, di rispondere al nostro appello con proposte di legge innovative, capaci di accogliere la sfida per l’innovazione e la crescita del Paese. Noi siamo pronti a fare la nostra parte. La liberalizzazione di servizi e contenuti audiovisivi è una delle poste in gioco nell’imminente negoziato europeo sul libero...

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La crisi economica colpisce anche la TV: ecco i dati del IV Rapporto sulla Fiction

Roma, 18 aprile 2013 – L’Associazione Produttori Televisivi (APT) e la Camera di Commercio di Roma hanno presentato questa mattina il IV rapporto sulla Fiction “Il mercato audiovisivo e la fiction: quali leve per lo sviluppo?”, a cura della Fondazione Rosselli/IEM sotto l’egida del RomaFictionFest. I risultati dell’analisi del Prof. Bruno Zambardino (Coordinatore Operativo dell’Istituto di Economia dei Media/Fondazione Rosselli), sono preoccupanti: dal 2008 i volumi produttivi annui si sono ridotti di un terzo nell’arco di 5 stagioni, mentre il fatturato delle imprese di fiction è calato di circa un quarto (- 24%). Il trend negativo dell’intero comparto audiovisivo segna un dato ancora più marcato: – 31%. Si assiste tuttavia a una crescita progressiva del tempo medio che gli italiani passano di fronte alla Tv: con 253 minuti spesi di fronte al piccolo schermo, l’Italia detiene il record rispetto a Regno Unito, Spagna, Francia e Germania. A sostegno di un settore che lotta contro la crisi, interviene Fabiano Fabiani, Presidente APT: “riteniamo fondamentale che la definizione di audiovisivo debba comprendere tutti i generi della produzione: fiction, intrattenimento leggero, cartoni animati, documentari e cinema. La legislazione deve fare suo questo concetto ed equiparare i generi per quanto riguarda regole e risorse. Abbiamo motivi fondati per credere che tale disparità sia illegittima, anche dal punto di vista della normativa europea”. Un segno di fiducia si coglie dalle dichiarazioni di Claudio Pompei,...

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Estendere il tax credit, promuovere l’industria audiovisiva

Nel 2011 il settore italiano dell’audiovisivo ha registrato un giro d’affari di 15,5 miliardi di euro e, come sottolinea il mensile Tivù nel numero di aprile, ha dimostrato di essere un moltiplicatore di reddito: per ogni euro investito in produzione ne ha generati ulteriori 3,25 sul territorio. Un settore importante nell’economia del Paese, dunque, ma gli incentivi che riceve dallo stato non sono omogenei. Infatti, se ormai da diversi anni il cinema beneficia di uno strumento utile come il tax credit, nulla di simile è riservato alla produzione televisiva. Uno degli ultimi atti del governo Monti è stata l’introduzione dell’obbligo di programmazione, da parte delle emittenti, di una quota minima di film di produzione italiana (le cosiddette “quote cinema”), ma non è stata prevista nessuna quota del genere a sostegno delle fiction italiane. Un paradosso che probabilmente affonda le sue radici nel pregiudizio secondo cui il cinema è cultura e la televisione no. Eppure, altrove non è così: il governo britannico, per esempio, ha deciso di estendere gli incentivi fiscali, già operanti sul cinema, alla fiction televisiva, ai videogame e all’animazione. Si tratta di un intervento simile a quelli che in Italia vengono chiesti da più parti (dall’Associazione Italiana Film Commissions a Unindistria), in una battaglia a sostegno del settore che vede in prima fila l’Associazione Produttori Televisivi. “L’associazione ha sempre ritenuto che la distinzione della legislazione tra cinema...

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L’APT rinnova il Consiglio Direttivo

Il 28 marzo 2013 si è tenuta a Roma l’Assemblea Generale dell’APT, che ha eletto dieci Consiglieri. Sono: Azzurra Arié (Solaris Media), Gioia Avvantaggiato (GA&A), Verdiana Bixio (Publispei), Laurentina Guidotti (Iter Film), Matteo Levi (11 Marzo), Giannandrea Pecorelli (Aurora Film), Rosario Rinaldo (Magnolia Fiction), Federico Scardamaglia (Compagnia Leone Cinematografica), Roberto Sessa (Picomedia) e Maurizio Tini (Cattleya). Il Presidente, a norma di Statuto, ha poi nominato Matilde Bernabei (Lux Vide) quale membro di sua competenza. I Consiglieri svolgeranno la loro attività assieme ai tre Vice Presidenti in carica: Paolo Bassetti (Endemol Italia), Carlo Degli Esposti (Palomar), Sergio Silva (Sergio Silva Tv Production) e al Presidente Fabiano Fabiani....

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Il salto delle web series: entrano in scena produttori e broadcaster

Le web series, ovvero le serie audiovisive concepite e realizzate per essere viste in rete, hanno nel loro dna le caratteristiche di innovatività e sperimentazione che ne hanno decretato il successo, soprattutto tra i giovani; presentano tematiche e generi narrativi trascurati dalla serialità televisiva tradizionale, costano relativamente poco, sono brevi e flessibili nella fruizione, permettono l’interazione con gli utenti. Negli Stati Uniti si tratta di un mercato già abbastanza strutturato: un migliaio di nuovi titoli l’anno, la presenza ormai stabile delle majors accanto alle produzioni indipendenti e a basso budget, festival specifici come il LAWeb Festival di Los Angeles. In Italia, attorno alle web series c’è molto fermento già da qualche anno, con prodotti indipendenti realizzati da piccole realtà giovani e creative, ma è stato solo con Lost in Google (2011) e, soprattutto, con la serie evento Freaks! (2011), che si può parlare di un cambio di passo. Lo straordinario successo di Freaks! (7 milioni di visualizzazioni e 2 milioni di utenti unici) ha traghettato la serie da YouTube a Deejay tv. E, se all’inizio era realizzata da un gruppo amatoriale, con la seconda stagione è stata affidata all’agenzia creativa Show Reel. La prima vera società di produzione italiana a impegnarsi nelle web series è stata Magnolia Fiction (associata Apt) con Kubrick, una storia porno (2012). La serie, ideata e diretta dal direttore editoriale di Magnolia Fiction Ludovico Bassegato,...

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